WorkShop con Claudia Contin Arlecchino @ Laboratorio Di Recitazione Lucia Sardo, Catania [dal 17 su 22 agosto]

WorkShop con Claudia Contin Arlecchino


14
17 - 22
agosto
10:00 - 18:00

 Pagina di evento
Laboratorio Di Recitazione Lucia Sardo
Via del Plebiscito 23, 95121 Catania, Italy
«CAPITANI, EROINE E SERVI SICULI A CONFRONTO»
(LABORATORIO ESTIVO RESIDENZIALE PER ATTORI)
Secondo Appuntamento dedicato alla Nuova Commedia dell’Arte Siciliana con il Maestro Claudia Contin Arlecchino e il Musicista Luca Fantinutti.
Organizzato dal Laboratorio Di Recitazione Lucia Sardo
Direzione didattica: Marcello Cappelli

PRESENTAZIONE LABORATORIO:
Dopo il successo ottenuto dal primo appuntamento a Catania dell'aprile 2018, il Laboratorio di Recitazione Lucia Sardo propone una sezione di approfondimento estiva. Nello splendido ambiente del Casale Vinciuzzi immerso nella natura delle campagne di Modica, a contatto con l'artigianato e la storia rurale del territorio Ibleo, viene proposto per agosto 2018 il secondo appuntamento di approfondimento del progetto didattico «Nuova Commedia dell'Arte Siciliana». Un'idea di Claudia Contin Arlecchino e Marcello Cappelli per riscoprire i caratteri, gli archetipi e i tipi fissi della Terra di Sicilia. Il progetto mira a formare nuovi attori in grado di riportare in tutta Italia, nel Mediterraneo e nel resto del mondo, nuove e vecchie Maschere dedicate al fascino di questa grande isola, sempre presente, nell'immaginario collettivo dei popoli, come l'intramontabile «Magna Grecia», cuore rigoglioso del mondo antico. Il musicista e coreografo Luca Fantinutti sostiene il progetto con le sue ricerche ritmiche, melodiche e poetiche sulla cultura mediterranea antica, moderna e contemporanea.

DETTAGLI ISCRIZIONE:
Costo workshop €. 300,00
N.B (€. 270,00 con iscrizione entro il 30 giugno) durata 6 giorni
+
€ 12,00 al giorno residenza in tenda e uso cucina
€ 25,00 al giorno in camere multiple e uso cucina
€ 30,00 al giorno in camere doppie e uso cucina
Anticipo 50% da versare al momento dell’iscrizione:
Marcello Cappelli IBAN: IT78B0329601601000064268630

PRESENTAZIONE PROGRAMMA:
Claudia Contin Arlecchino, ricercatrice e storica internazionale delle molteplici fonti per una Nuova Commedia dell'Arte, propone un percorso di riscoperta antropologica e culturale delle Maschere Siciliane.
In terra siciliana i Capitani della Commedia dell'Arte rappresentano una evoluzione particolare pur partendo dallo stesso archetipo iniziale che ha dato spunto alla figura del Militare nelle rappresentazioni teatrali con maschera. I loro vanti di coraggio si rivolgono piuttosto a figure mitologiche dell'oltretomba o dell'Ade, attingendo all'antico mondo Miceneo e Greco. Ma la grande isola di Sicilia conserva temi e mitologie proprie, ancora tutte da riscoprire e valorizzare, anche nella chiave comico-grottesca della Commedia dell'Arte. Proprio qui, nell'antica Magna Grecia, hanno avuto domicilio alcune delle grandi figure mitologiche della nostra cultura. Il Ciclope Polifemo, per esempio, bombardò le navi di Ulisse dalle antiche coste catanesi, la divinità Efesto era domiciliata nel cuore dell'Etna, Poseidone signore dei mari e padre di molti figli (tra cui Polifemo) pose sulle coste sicule il suo affascinate e preoccupante popolo di Sirene e Sirenidi. Da questi spunti è possibile costruire nuove maschere di Capitani fondati su antiche memorie e riadattati al contesto siculo moderno e contemporaneo.
I servi siculi, dal canto loro, si sviluppano anch'essi in modo proprio pur basandosi sempre sui canoni poi consolidatisi nelle figure più popolaresche della Commedia dell'Arte. In questo caso si tratta, però, di servitori che non hanno fretta di assoggettarsi ai padroni, né di dimostrare il loro servilismo. Sono piuttosto figure fataliste, a tratti filosofiche e a tratti poetiche, ma sempre ghiotte, golose e popolaresche. Anziché riferirsi direttamente alla mitologia antica, i servi siculi prendono spunto da altri tre patrimoni culturali che da tempi immemorabili confluiscono nell'ambiente siciliano e che definiscono: 1) l'ambiente contadino e rurale della pastorizia e dell'agricoltura, 2) l'ambiente marittimo della pesca e della navigazione, 3) l'ambiente meticcio dei continui rapporti (commerciali, culturali, o bellicosi che siano) con la cultura araba e mediorientale. Il recupero professionale di alcune figure popolaresche, come Peppe Nappa o Giufà, può dare spunto per la creazione di nuove maschere di Servitori che sappiano confrontarsi in modo ribelle e saggio con i Capitani e i Signorotti possidenti della «Nuova Commedia dell'Arte Siciliana».
Ma le figure più interessanti che possono emergere da questa ricerca, sono le figure femminili. La Sicilia è ricca di vere e proprie Eroine indomite e irriducibili a qualunque potere, insospettabili Amazzoni che si sono ribellate al dominio maschile e si sono distinte per la trasmissione delle memorie di un antico matriarcato perduto nella notte dei tempi. Gli antichi miti classici ci forniscono esempi affascinati. La Ninfa Aretusa citata nelle Metamorfosi di Ovidio, per esempio, si ribellò alla seduzione del dio-fiume Alfeo, fino al punto di trasformarsi in fonte d'acqua pura nel cuore dell'antica città di Siracusa, per non essere riconosciuta dall'amante. La tragica figura di Medusa, la cui testa con chioma di serpenti è presente nella «Trinacria» simbolo araldico della Sicilia, è anch'essa citata nelle Metamorfosi come donna mortale punita nella sua bellezza e trasformata in mostro per il suo indomabile e incontenibile spirito femminile. Anche gli odierni culti siciliani delle sante patrone forniscono interessantissimi esempi di Eroine, appassionatamente quanto castamente amate dai siciliani: Sant'Agata di Catania, Santa Lucia di Siracusa, Santa Rosalia di Palermo sono solo alcune delle figure di sante che hanno coraggiosamente affrontato il martirio per ribellarsi idealmente ad ogni offesa della loro fede e castità. Le figure classiche delle donne della Commedia dell'Arte, servette, innamorate o cortigiane che siano, forse non bastano a definire gli archetipi femminili Siciliani. Nuove potenti e ironiche maschere di Capitane ed Eroine potrebbero nascere dalla conoscenza profonda dei miti e dei culti femminili in Sicilia, fino a confrontarle con le figure femminili cavalleresche dei Pupi Siciliani.

CARATTERI DA SVILUPPARE (Gruppi di caratteri affiatati)
Capitan Mustafà
Zan Giu' Ffà
Zan Giu' Nappa

Capitan Don Polifemo
Zan Pecorino
Zan Ricotta

Capitan Don Efesto
Zan Lapillo
Zan Pomicetto

Capitan Don Poseidone
con un seguito di Zanni coreografici
Zan Polpo
Zan Triglia
Zan Cavalluzzo
Zan Tonnetto
Zan Sardello
Zan Sargasso
Zan Moscardello

La «capitanessa»
Madama Medusama
con un seguito di baccanti-ondine
Donna Pegurina
Donna Minnetta
Donna Clarzizza
Donna Carmelita
e la balia-asciutta mezzana
La Zagnagata

MAGGIORI INFORMAZIONI SUL LUOGO
Vinciucci si trova nella Sicilia sud-orientale, in campagna,
a metà tra Modica e Ispica (v. Google Maps).
La si raggiunge comodamente dalla SS115, n°171, km 348.
Coordinate GPS N 36 48.473 E 14 50.920
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